Il parrucchiere che suona il campanello il sabato mattina non è una novità.
Accanto a lui lavorano a casa della cliente anche altre figure: l'estetista con il lettino pieghevole, la truccatrice che prepara la sposa in salotto, la personal shopper che apre gli armadi, la consulente di armocromia con la valigia dei tessuti.
Un mercato che si sposta verso il salotto
Prima di qualunque numero conviene guardare le regole, perché per almeno un mestiere la possibilità di lavorare fuori dal salone è prevista in modo esplicito.
Per gli acconciatori, per esempio, la possibilità è scritta nero su bianco da oltre vent'anni.
La legge 17 agosto 2005, n. 174 prevede all'articolo 2 che l'attività possa essere svolta anche presso il domicilio dell'esercente ovvero presso la sede designata dal cliente, nel rispetto dei criteri stabiliti dalle leggi e dai regolamenti regionali, mentre non ammette la forma ambulante o di posteggio.
Per esercitare serve comunque l'abilitazione professionale dell'articolo 3, che si ottiene con un esame tecnico pratico, a prescindere dal luogo in cui si lavora.
Dal lato di chi riceve il servizio, un elemento da considerare è il tempo passato in viaggio. Il report Istat Spostamenti quotidiani e nuove forme di mobilità, pubblicato nel novembre 2018 con dati riferiti al 2017, stima che circa 30 milioni di persone si spostino ogni giorno per raggiungere il luogo di studio o di lavoro.
Il 44,3% di questi spostamenti quotidiani esce dal comune di residenza, e i valori massimi si registrano in Valle d'Aosta (57,2%) e in Lombardia (56,8%).
Il dato lombardo mette insieme studio e lavoro; guardando ai soli occupati, il report indica che a livello nazionale il 51,6% si sposta fuori dal proprio comune per raggiungere il posto di lavoro.
Nello stesso report il 45,9% degli spostamenti dura meno di 15 minuti, mentre il 16,4% supera la mezz'ora.
A una giornata che somma ufficio, commissioni e tragitti di questo tipo può restare poco margine per un appuntamento in centro, e un servizio che si fa senza uscire di casa ne restituisce un pezzo.
L'armadio e la luce di casa come strumenti di lavoro
Per un taglio o una manicure il domicilio è una comodità. Per l'analisi del colore può diventare un vantaggio tecnico, a patto di gestirlo bene.
Il primo motivo è l'armadio. In studio la consulente lavora su teli standard e la cliente torna a casa con una palette da confrontare, da sola, con quello che possiede.
A domicilio il confronto si fa subito: il cappotto color cammello comprato tre inverni fa, il maglione blu elettrico mai indossato, la camicia bianca ottica che "non sta bene ma non si sa perché". Ogni capo può essere accostato al viso nella stessa ora in cui si stabilisce la stagione cromatica.
Il secondo motivo è la luce.
Una persona si guarda allo specchio del proprio bagno, si veste davanti alla finestra della propria camera.
Vedere come un colore rende in quelle condizioni ha un valore pratico. Per la fase di diagnosi, però, serve una stanza con luce naturale abbondante e diffusa, perché la luce calda delle lampadine di un salotto può falsare la lettura del sottotono: conviene sistemarsi vicino a una finestra, nelle ore centrali, evitando i raggi diretti.
Come si svolge un incontro, passo per passo
Lo schema varia da professionista a professionista. Una sequenza possibile è questa:
La preparazione: la cliente si presenta struccata, con i capelli raccolti o coperti da una fascia neutra se sono tinti, e con indosso un capo bianco o grigio chiaro.
La scelta della postazione, con sedia davanti alla finestra e specchio a portata di mano.
La prova dei drappi, che è la parte più lunga.
Il passaggio all'armadio, capo per capo.
La consegna della palette e delle indicazioni su trucco e accessori.
Nella prova dei drappi si alternano sotto il viso teli caldi e freddi, chiari e profondi, accesi e smorzati.
Ci si ferma su cosa accade alla pelle: se le occhiaie si scuriscono, se il rossore sulle guance si accentua, se il contorno del viso diventa più netto. Serve un occhio allenato, e a volte un secondo parere.
Un esempio di come viene descritto questo percorso da chi lo pratica nell'area fra Monza e la Brianza è la pagina di ArtiziaStyle, che divide l'incontro a domicilio in prenotazione, analisi di pelle, occhi e capelli e indicazioni personalizzate su abbigliamento, trucco e accessori da applicare al guardaroba di tutti i giorni.
Nella valigia possono trovare posto, oltre ai drappi, uno specchio da tavolo, le palette da consegnare e qualche campione di trucco. Il salotto diventa uno studio per un paio d'ore e poi torna salotto.
Nel passaggio all'armadio non serve buttare via niente sul momento. Un capo fuori palette può essere indossato con una sciarpa o una collana di un colore adatto vicino al viso, oppure, se è un colore che spegne l'incarnato, riservato a gonne e pantaloni, lontano dal volto.
Lo stesso vale per il beauty case. A casa è possibile aprire il cassetto dei cosmetici e verificare uno per uno rossetti, fondotinta e ombretti già acquistati, invece di ragionare su nomi di tonalità ricordati a memoria.
Se per esempio un fondotinta dal sottotono rosato viene usato su una pelle dal sottotono dorato, il confronto con i drappi appena provati lo rende evidente, e la correzione può partire dalla base prima ancora che dai vestiti.
In studio lo stesso controllo richiede che la cliente si ricordi di portare con sé la trousse.
A chi conviene davvero
Il primo gruppo è quello più ovvio: chi ha poco tempo. Professionisti con orari lunghi, chi lavora su turni, chi abita in comuni dell'hinterland da cui raggiungere il centro di Milano può voler dire ore fra treno e parcheggio.
Poi ci sono le persone che vivono insieme. Sorelle, coinquiline, coppie: a domicilio l'analisi di due o tre persone si fa nella stessa mattina, con la stessa luce, ed è interessante vedere come due sorelle con tratti simili possano finire in stagioni diverse.
Infine i gruppi di amiche. Qui l'incontro assume un tono più conviviale, ognuna osserva le prove delle altre e impara a riconoscere a occhio l'effetto di un colore sbagliato. Il limite è pratico: con molte persone il tempo dedicato a ciascuna si riduce, e servono spazio e una finestra abbastanza grande.
Chi ha un appartamento con poca luce naturale, affacciato su un cortile stretto o esposto a nord, dovrebbe segnalarlo in anticipo.
In quei casi si può spostare la fase dei drappi in un'altra stanza oppure fissare l'appuntamento in una sede esterna e riservare la visita a domicilio al solo lavoro sull'armadio.